Qatna: il palazzo reale e le nuove scoperte
Conferenza (in francese) di Peter Pfälzner, professore di archeologia e storia dell'arte del Vicino Oriente antico presso l'Università di Tübingen (Germania) e direttore della missione archeologica siro-tedesca a Qatna (Tell Mishrifeh).
Lunedì 14 maggio - ore 20.30
Lugano, Palazzo dei congressi, sala B
Gli scavi sul sito di Tell Mishrife/Qatna nella Siria occidentale sono gestiti da tre missioni archeologiche: quella siriana, diretta da Michel Al-Maqdassi, quella siro-italiana, diretta da Daniele Morandi-Bonacossi e quella siro-tedesca, diretta da Peter Pfälzner. Le indagine archeologiche siro-tedesche dell’Università di Tübingen nell’area palatina dell’età del Bronzo a Qatna hanno portato alla luce uno fra i più grandi e sfarzosi palazzi del Vicino Oriente an- tico. L’edificio palatino fu costruito attorno al 1880 a.C. e venne distrutto da un violento incendio nel 1340 a.C. All’interno del palazzo è di particolare interesse il ritrovamento di oltre tremila frammenti di affreschi murali di ispirazione egea, di un archivio di tavolette cuneiformi in lingua accadico-hurrita e di due camere funerarie intatte.
Dalla sala del trono si apriva un lungo corridoio sotterraneo che conduceva, attraverso una scalinata, alla camera ipogea situata a 13 m di profondità. Scoperta nel 2002, ospitava le sepolture della famiglia reale. La tomba è costituita da un vestibolo e da quattro camere, il cui accesso è marcato da due grandi statue in basalto. Rimasta inviolata per millenni,  conteneva numerosi oggetti preziosi in avorio, lapislazzuli e oro. Fra i reperti di valore spicca il ritrovamento di una piccola testa leonina di ambra gialla proveniente dal Mar Baltico che attesta chiaramente l’estensione dei rapporti commerciali e di scambio alla metà del II millennio a.C. a Qatna. La seconda struttura funeraria scoperta nel 2009 contiene casse lignee con resti ossei appartenuti a un centinaio di defunti accompagnati da importanti e ricchi corredi, che gettano luce sugli stretti contatti fra Qatna e il regno dei faraoni d’Egitto. Gli oggetti rinvenuti all’interno del palazzo e nelle due strutture funerarie sono la dimostrazione della forza economica e politica del regno di Qatna, dei suoi rapporti internazionali e dell’elevato prestigio dei beni concentrati nel palazzo nel II millennio avanti Cristo.